Aikido e portatori di handicap

L’aikido è adattabile a qualsiasi handicap e in questo modo il portatore di handicap potrà evolvere più facilmente all’interno del gruppo. Una migliore conoscenza di se stesso gli permetterà di integrare il suo handicap, di sviluppare la fiducia nelle proprie possibilità e di facilitare il suo inserimento in altri gruppi.

L’aikido non è una terapia nel senso stretto del termine; i suoi effetti terapeutici sono una conseguenza generale della presa di coscienza che si effettua nel corso della pratica.

Educazione corporea per definizione, l’aikido permette una ottimizzazione delle possibilità di ognuno di noi e dona una apertura sulla propria autonomia.

La pratica, attraverso i movimenti educativi di base, avrà ripercussioni immediate sulla presa di coscienza dell’handicap reale (limitazioni fisiche effettive), sulla presa di coscienza delle possibilità di sviluppo, sulla messa a punto di un approccio non dualista dell’handicap, sull’insorgere di un desiderio di ricerca personale.

Porterà anche ad una maggiore maestria negli spostamenti grazie ad una migliore conoscenza spazio-temporale, ad uno sviluppo delle capacità sensoriali e delle percezioni intuitive e ad un apprendimento di una certa disponibilità che oltrepassa l’handicap.

Rispettando la natura e il ritmo di ciascuno, l’aikido procura rilassamento e benessere poiché una migliore gestione dell’energia permette l’acquisizione di una buona salute.